Stop alla didattica d’emergenza

La scuola che abbiamo visto ai tempi del lockdown non è la scuola del futuro, ma ci ha insegnato qualcosa, cioè che le lezioni a distanza non devono essere repliche depotenziate dell’approccio frontale.

Durante il confinamento siamo stati costretti a usare strumenti che sono nati per essere fruiti in altri modi, non sostituendo la presenza ma affiancandola.

Questa situazione con la sua drammaticità si è rivelata per me un prezioso osservatorio per capire e riflettere sui ritardi e sulle criticità, che vanno affrontati con determinazione. Va colta l’opportunità di riflettere sui dispositivi tecnologici. L’uso che ne abbiamo fatto finora è ben lontano da quello auspicabile in una situazione di normalità adeguatamente progettata e organizzata. Questo è il punto da cui partirò per condividere riflessioni e spunti di carattere teorico e pratico.

Gli strumenti di didattica on line, se impiegati con le necessarie competenze e in maniera metodologicamente solida rappresentano un’occasione per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, integrando il lavoro in presenza e non sostituendolo.